The Gluts – Ungrateful Heart

The Gluts - Ungrateful Heart
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Qualche tempo fa, sfogliando idealmente le pagine di quel ricettacolo di ottima musica che è Bandcamp, mi sono imbattuto in questo quartetto meneghino che proponeva l’ascolto di un solo pezzo annunciando l’uscita dell’intero album di li ad un mesetto.

Bandcamp mi piace perché è come entrare in un negozio di dischi, ve li ricordate ancora? Ricordate quel sentirsi esploratori aggirandosi tra gli scaffali, scegliendo il disco in base alla copertina per poi metterlo sulla postazione d’ascolto?

Molte le rivelazioni da quell’altare.

Comunque, è stato un colpo di fulmine. C’era tutto – vabbé dai, molto – in quel pezzo.

Fondamentalmente del punk a tinte scure violento e martellante con contaminazioni grunge (inteso nell’accezione del suono, quindi “sporco”, semplice ed impattante) ed una voce capace di una certa brutalità ma anche di una calda indulgenza, nei momenti più quieti.

Il quadro completo non si discosta molto da quella prima, giubilante impressione. Anzi vi si aggiungono azzeccati camei garage e psichedelici, incastonati in un paesaggio metropolitano distopico dove luce ed ombra si rincorrono generando suoni potenti ed incalzanti, che a tratti danno in prestito la ribalta a momenti quasi di preghiera mistica psychobilly.

C’è tutto – vabbé dai, molto – in questo disco. Ma tutto quel che c’è, è la naturale evoluzione della trama sonica, condizione sine qua non per passare dalla potenziale derivazione alla fattuale vivacità stilistica.

Tanto di cappello!



The Gluts


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