Kings of Subhumans – The past is over

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Parafrasando Neil Young, il grunge non morirà mai.

Nonostante il titolo (che certamente si riferisce ad altro) il nuovo album dei KOS, The Past Is Over, marcia sicuro sui binari conosciuti del grunge/noise-rock.

Non tuttavia quello più “commerciale”, bensì quello dei primordi (acque che i Mudhoney ed i Sonic Youth furono tra i primi a solcare), che poi proprio grunge non era ma che per le successive band del genere fu senz’altro d’ispirazione.

La formazione a due (chitarra e batteria) impone al disco ritmi serrati dettati da una sezione ritmica che a suon di bordate rammenta alla chitarra sua sodale di spargere vetriolo fumante nelle orecchie.

Volendo tentare di tradurre i suoni in immagini, con ogni probabilità si rivelerebbe alla vista dolente un treno a vapore che sfreccia sferragliando e sbuffando un denso fumo di carbone che lo avvolge e lo precede, squarciato solo dal canto roco del macchinista.

Tanto di cappello per The Past Is Over, un disco pieno di energia contagiosa (perdonatemi il termine, visto l’infausto periodo, ma va inteso nella sua accezione buona.) E come sempre, viva il rock italiano.


I Kings Of Subhumans


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