Karma in auge – Socialnoia

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Avevo già scritto della band pugliese qualche anno fa commentando l’uscita del loro bellissimo album d’esordio che si intitola RITUALI AD USO E CONSUMO, uscito nel 2012 per Danze Moderne.

Recentemente mi è capitato di ascoltarlo di nuovo e così ho cercato informazioni sul percorso della band durante questi anni di letargo (il mio ovviamente). Vengo quindi a conoscenza, con piacere perché non è una cosa scontata, di un EP di 4 tracce dal titolo, ti pareva, SOCIALNOIA

Dico ti pareva perché lo spleen accusatore che sgorga sia dai testi che dai suoni a marchiare il mondo com’è organizzato – con le sue convenzioni sociali, l’idolatria dell’immagine, la futilità che diventa bisogno primario -permeava i testi già nell’album, e sotto questo aspetto poco o nulla è cambiato.

Dal punto di vista musicale, se quello d’esordio era un disco darkwave molto riuscito, SOCIALNOIA accelera un po’ i ritmi nella title-track e su “Eroi“, dove riff post-hardcore e timbri dark si contaminano gli uni degli altri in un gradevole connubio pAst-moderno. Se stessimo Parlando di ibridazione dei frutti, saremmo al cospetto di un succoso Darkore.

Giù in fondo” è un duello con rivoltelle steampunk sotto il sole rovente di mezzodì che sarebbe una goduria per Tarantino. “Music for McLuhan” meriterebbe un capitolo a parte, in un blog che tratta di sociologia.

Ma qui la musica “è il messaggio!”


Karma In Auge


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