Horace Bones – Terra

Horace Bones - Terra
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Da dove cominciare a raccontare gli Horace Bones? Ah si, dalla neve.

Sapete, nel paese dove abito, in genere d’inverno la neve cade abbondante, e ricopre più o meno ogni cosa con una cappa tranquilla ed uniforme.

La neve è democratica; non le importa se sei montagna od albero, ti copre e se ne cade abbastanza ti assimila in un paesaggio che ad un occhio non allenato appare monotono.

Chi vive in montagna sa già cosa vedrà dalla finestra al suo risveglio per molte mattine a venire, ovvero un fermo immagine che procura senza posa stupore e meraviglia. Gli Horace Bones hanno – parfrasando Peter Hoeg – questo senso per la neve.

Questa è l’impressione che mi ha dato Terra, insieme ad una botta di nostalgia per quando, adolescente, alternavo l’ascolto dei Big Four ai Birthday Party ed i Cramps.

Piuttosto evidenti sono le influenze di questi ultimi; la stessa opposizione negativista, le stesse obiezioni di una coscienza torturata espresse attraverso uno psycobilly rabbioso, al limite della ferocia.

Se la pietra angolare della musica degli Horace Bones è il punk allucinato che fu di #Nick Cave e di Lux Interior, la casa di ossa si arricchisce man mano di particolari dark, noise e finanche industrial che le conferiscono un aspetto barocco.

Una OST perfetta per accompagnare la lettura della prima, sulfurea cantica della Divina Commedia.

Horace Bones

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