False Heads – It’s All There But You’re Dreaming

Tempo di lettura: 1 Minuto

Nella loro ancor scarna biografia i False Heads possono già virgolettare i commenti entusiasti di gente del calibro di Iggy Pop e di Danny Fields, l’ex manager dei Ramones.

Iggy manco morto si perderebbe un loro concerto e quindi invita tutti a seguire il suo esempio, mentre per Fields rappresentano “il futuro del Rock n’ Roll”.

Non male come inizio, vale senz’altro la pena di buttarci un orecchio, mi dico!

Quindi: mentre ascolto le 12 tracce penso nuovamente (ci avevo già rimuginato durante l’audizione del meraviglioso omonimo dei Bad Nerves) ai corsi e ricorsi.

La storia ideale eterna, che si svolge di tempo in tempo, uguale e diversa simultaneamente. Vale anche per la musica.

Siccome non voglio annoiarvi, vi dirò solo dei Greta Van Fleet e dei Led Zeppelin, oppure dei Bad Nerves e dei Ramones.

Uguali ma diversi, in una frase: figli del loro tempo.

I False Heads dal canto loro prendono il meglio del punk britannico anni ’70 e di un certo sound proveniente da una certa città americana quasi al confine col Canada che ne fu la capitale mondiale intorno ai ’90 ( in entrambi i casi non serve fare nomi, vero?) e li declinano secondo l’hard-rock.

In tal modo allontanandoli dai propri radicali, succede che anziché un patchwork dodecafonico, l’esito sia un capolavoro di devastazione.

Tutti sempre sul pezzo, gli strumenti sul detonatore di una miscela nata per demolire.

Quando sembra poco più di un petardo, il rock dei False Heads è all’inizio di una serie di esplosioni a catena.

Quando sembra di stare per ascoltare una ballata è perché ancora non si ode il treno in arrivo.

È un disco di quelli belli, questo. Da gustare fino all’ultima nota. Con calma ed attenzione.

Mi sa che Danny Fields non ha poi esagerato. Se non il suo futuro, del rock saranno molto probabilmente la voce della loro generazione!

False Heads

hai gradito la lettura? passa parola: