Bull Brigade – Il fuoco non si è spento

Bull Brigade - Il fuoco non si è spento
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A cinque anni di distanza dal precedente album “Vita Libertà” la band torinese Bull Brigade torna con un nuovo album, “Il Fuoco Non Si è Spento“, edito per l’etichetta tedesca Demons Run Amok Entertainment.

L’album vede la partecipazione di Roddy Moreno degli Oppressed e di Samall Ali degli Slander.

Attraverso il punk-rock, il disco racconta un presente critico ed incerto, aprendo finestre sul passato, per tirare infine le somme del proprio percorso.

Il risultato è un ritratto realista che senza rimorsi e nostalgia raffigura le eterne fiamme della rivendicazione della propria identità, anche nelle avversità.

Il risultato è che non solo il fuoco non si è spento, ma arde ancora impetuoso. Un salmo all’esserci ancora, nonostante tutto. Perché il punk è duro a morire.

Commentando l’uscita del disco, Eugy che dei Bull Brigade è il cantante nonché il portavoce, ebbe a dire : “Dobbiamo ringraziare la pandemia se siamo riusciti a specializzarci un po’ e a poter costruire il disco anche senza vederci: abbiamo tratto il meglio che potevamo da una situazione di crisi e incertezza.”

Specializzarci? Allora io, che, lo ammetto e perciò mi percuoto il petto, non li conoscevo, mi sono ovviamente preso la briga di ascoltare i lavori precedenti.

Piccola parentesi: proporrò “Dannato pub” come inno del baretto che sono solito frequentare ed elegia delle sue “maledette” bariste!

Comunque, a livello stilistico “Il fuoco non si è spento” segna un passaggio, o meglio uno scostamento, dallo street-punk ( meglio conosciuto come Oi!) verso un approccio più melodico.

Ed Infatti è un disco che cresce man mano che lo si ascolta e non affonda subito la stoccata.

Un grower, insomma. Una vera perla proletaria che mi è piaciuta così tanto da mandare, come amiamo dire noi veneti, in mona il mio intento di scrivere commenti molto brevi.

Uno “sgarro” che faccio volentieri.

Bull Brigade

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